Skip to content

About this podcast

Warum der x-te Podcast?

Warum Zeit investieren in eine Audio-Serie, die auch noch sperrig heißt? Ganz ehrlich: Lohnt sich das? Monetär sicher nicht. Doch der Impuls die Zukunft mitzugestalten, Sehnsüchten eine Stimme zu geben, klugen Menschen Gehör zu verschaffen, dieser Impuls hat mich lange Zeit gequält, bis ich durch die Corona-Notbremse den Raum und die Zeit gefunden habe, ein Sprachrohr zu finden, das mir liegt.

Im Gespräch mit anderen, wissend dass jemand da draußen zuhört, ist es einfacher, den eigenen Sextanten auszupacken, das Leben zu sortieren und die drängendste aller Fragen auch laut zu stellen: Wie wollen wir die Zukunft leben? In einer fragilen Welt.

Ja, wie wollen wir sie leben? Worüber also werde ich podcasten? Über alternative Landwirtschaft, nachhaltige Kreisläufe, Selbstversorgung, mutige Wirtschaftsmodelle genauso wie über neue Lebensentwürfe und Szenarien des gesellschaftlichen Miteinanders und der politischen Beteiligung.

Außerdem ist Podcasten ein bisschen wie Radio, nur intimer und weniger vergänglich. Die Stimmenvielfalt lässt sich dabei sinnlicher vermitteln, das Kaleidoskop der Blickwinkel plastischer darlegen, mit einer Prise Ironie … einen imaginären Dialog mit dem Publikum beginnen..

Perché l’ennesimo podcast?

Perché investire tempo in una serie audio, per di più con un nome ingombrante? Onestamente, ne vale la pena? Economicamente parlando, no di certo. Ma la pulsione di partecipare al grande discorso, di dare voce a desideri, sogni e nostalgie, di far sentire la voce di persone intelligenti, soprattutto se parlano raramente in pubblico, mi ha torturato a lungo. Con l’emergenza coronavirus, anche il mio mondo frenetico ha rallentato la sua corsa e mi ha finalmente dato lo spazio e il tempo per trovare l‘espressione a me più consone.

Nel dialogo-intervista con gli altri, consapevole che qualcuno la fuori sta ascoltando, mi sembra più facile trovare il mio sestante, mettere in ordine quello che mi frulla per la testa e fare ad alta voce la domanda più pressante: Come vogliamo vivere il futuro? In questo fragile mondo.

Parlerò quindi di agricoltura alternativa, di cicli sostenibili, autoproduzione, ma anche di modelli economici rivoluzionari e di scelte di vita fantasiose. Come di nuovi scenari di interazione sociale e di partecipazione politica.

Inoltre, il podcast è un po‘ come la radio, ma meno effimero e con un suo spazio più intimo. Che aiuta a percepire la diversità delle voci, che trasmette il caleidoscopio dei punti di vista in modo più vivido e sensuale, anche ironico, per far partire un dialogo (immaginario) con il pubblico …